Post, ris-post, e selfiesti

Che dire, ormai il “selfie” è diventato una vera epidemia, una malattia incurabile, ma solo per chi è stato infettato anzi, per chi si è voluto far infettare.
Perchè si, ogni tanto un “autoscatto” ci sta, per cazzeggiare…si anche per mostrare qualcosa…ma si, anche per far vedere dove si è…ma quello che mette più tristezza, è che di tutto questo esistono categorie di persone; quelle che postano foto di cibo, quelle che postano foto di loro che stanno a feste, sempre a feste, una al giorno (e qui la domanda viene da sola: ma postano solo foto di feste per far vedere che non sono sfigati, o per accentuarlo??), foto di loro stessi, sempre nella stessa angolazione, con la stessa luce, alla stessa distanza…foto-copie; e poi, le foto di chi è sempre felice, di quelle persone a cui non succede mai niente di strano, di imprevisto…e alla fine, quelli che si fanno le foto allo specchio…una ogni ora….una ogni 5 minuti…

MA VERAMENTE PENSATE CHE, POSTARE FOTO DI CIBO, DI VOI CHE SIETE A “PARTY ESCLUSIVI” (bah!), FOTO DI VOI E BASTA, SEMPRE LE STESSE, MAGARI PERCHE’ SIETE CESSI E DIVERSAMENTE POTREMMO ACCORGERCENE (ce ne accorgiamo anche così…), FOTO DI VOI SEMPRE FELICI, PENSANDO CHE NOI ROSICHIAMO, NON SAPENDO, VOI, CHE NOI SAPPIAMO CHE AVETE PIU’ PROBLEMI DI CHIUNQUE ALTRO, MA SICCOME FA TENDENZA ESSERE SEMPRE FELICI, COME GLI EBETI, ALLORA CI PROPINATE QUESTA SBOBBA ONLINE, CE NE FREGHI QUALCOSA???

VORREI DARVI UN CONSIGLIO: SMETTETELA DI FALSIFICARVI PIU’ DI QUANTO GIA’ LO SIETE…GUARITE DA TUTTO CIO’….NON DICO DI SMETTERE, MA FATE TUTTO CIO’ CON UN SENSO E CON QUALCOSA CHE POSSA ALMENO DIVERTIRE, ALMENO POTREBBE FAR PIACERE, OGNI TANTO, ESSERE UN PO’ MENO EGOCENTRICI E NOIOSI.

P.s.: un’altra cosa, ancor più importante: TROMBATE, INVECE CHE POSTARE CAZZATE!

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Per citare…

Stavolta scrivo solo qualche citazione che mi ha fatto riflettere:


Siamo fatti della stessa sostanza di cui sono fatti i sogni.
(William Shakespeare)

Né ridere né piangere ma capire.
(Antonio Spinosa)

Un vero amico è quello che entra quando il resto del mondo esce.
(Walter Winchell)

Dimmi ed io dimenticherò
Fammi vedere e forse non ricorderò
Coinvolgimi ed io capirò.
(proverbio nativo americano)

Con tono giusto si può dire tutto. Con tono sbagliato nulla. L’unica difficoltà consiste nel trovare il tono.
(Bernard Shaw)

Continuare a lavorare in condizioni che si potrebbero migliorare non è un merito ma una schiavitù.
(Bernard Adam)

Dietro ogni sapere c’è il dubbio.
(Goethe)

Dobbiamo inventare una nuova saggezza per una nuova epoca
(J. M. Keynes)

E nessun sogno è mai interamente un sogno.
(Arthur Schnitzler)

Perché di questo è fatta la vita, solo da momenti
da non perdere.
(Jorge Luis Borges)

Roma co’ la pioggia

Me ricorda le lacrime che nun ho pianto
ma Roma, co’ la pioggia é ‘n incanto
Come se dovesse lava’ via le zozzerie de certa gente
Roma co’ la pioggia nun se paragona a gniente
ogni goccia é ‘na voce, ogni pozzanghera é ‘na piazza affollata
quello che nun e’ Roma, quanno ariva la “sgrullata”
se vede subito se il romano é questo o quello
pure se piove, nun sempre c’ha l’ombrello
é ‘n po’ come ‘n forestiero che cerca de nun bagnasse
ma poi je piace la pioggia, ce parla, quasi a confessasse
é ‘n po’ come ‘n amica, te tiene compagnia
e ‘ntanto, nelle fogne, scivola via…
quanno poi a Roma, nun piove più, e ‘r cielo se schiarisce
er romano dice:”Meno male..” ma poi s’attristisce.
Cor tempo bello, tra un:”Bongiorno, signo’..” e un:”Prego, dica..”
te manca la compagnia de ‘na pioggerella amica
quella pioggia che certe vorte é ‘n po’ noiosa
ma come Roma co’ la pioggia nun c’e’ nessun artra cosa.

Notte romana

‘Na luce qua e la che sbrilluccica
‘n profumo de trattoria che te stuzzica
li monumenti, intorno, a fa’ cornice
Roma, la notte, è unica. Te lo dice
er forestiero, er vigile o ‘r semplice romano
ogni vicoletto te pija pe’ mano,
t’accompagna pe’ le vie de’ ‘sta città
lassa perde, nun se po’ paragona’
alle città moderne senza storia,
senza tradizioni, senza gloria…
Ogni angoletto antico c’ha ‘n pezzetto
che te po’ racconta’ quann’era ‘n tetto,
‘na bottega sparita, du’ ferri tra le dita,
serande chiuse a saluta’ la sera,
mezze luci accese attraverso ‘na ringhiera,
gente che rincasa, o esce pe’ tarda’
pe’ vive la notte, ‘n braccio a ‘sta città.

Charlie Chaplin

Questo che sto per scrivere l’ha detto il famoso attore comico…e la faccio mia…perchè, leggendola, ho capito che sono e sono stato tutto questo, anche se, dove dice “ma sono sopravvissuto!” ancora non è così:

“Ho perdonato errori quasi imperdonabili, ho provato a sostituire persone insostituibili e dimenticato persone indimenticabili. Ho agito per impulso, sono stato deluso dalle persone che non pensavo lo potessero fare, ma anch’io ho deluso. Ho tenuto qualcuno tra le mie braccia per proteggerlo; mi sono fatto amici per l’eternità. Ho riso quando non era necessario, ho amato e sono stato riamato, ma sono stato anche respinto. Sono stato amato e non ho saputo ricambiare. Ho gridato e saltato per tante gioie, tante. Ho vissuto d’amore e fatto promesse di eternità, ma mi sono bruciato il cuore tante volte! Ho pianto ascoltando la musica o guardando le foto. Ho telefonato solo per ascoltare una voce. Io sono di nuovo innamorato di un sorriso. Ho di nuovo creduto di morire di nostalgia e… ho avuto paura di perdere qualcuno molto speciale (che ho finito per perdere)… ma sono sopravvissuto! E vivo ancora! E la vita, non mi stanca… E anche tu non dovrai stancartene. Vivi! È veramente buono battersi con persuasione, abbracciare la vita e vivere con passione, perdere con classe e vincere osando, perchè il mondo appartiene a chi osa! La Vita è troppo bella per essere insignificante!”

[Charlie Chaplin]

Solo…non solo…

Qualche anno fa non l’avrei mai detto…avevo 20 anni circa…e anche se ero in compagnia di tante persone, amavo spesso stare da solo…vuoi per indole, vuoi perché era un mio bisogno frequente…fatto sta che spesso girovagavo da solo per Roma, spesso e volentieri,  trovandomi quegli spazi per riflettere, per pensare  e per essere migliore di come sono ora…
Sono passati 20 anni circa…o poco più…non più come prima girovago per Roma da solo, anzi sempre meno…ora più di prima, ho bisogno di essere in compagnia…non è tanto un  bisogno, quanto un cambiamento, e forse anche questo voler star poco da solo, mi ha fatto diventare meno riflessivo di prima e più impulsivo…prima ero molto più calmo e comunque ne avevo bisogno meno…ora che ne ho bisogno di più, non lo sono…
ritengo più utile, essere più ragionevole e meno impulsivo  a 42 anni, che non a 22…meglio ragionare in compagnia, che incazzarsi all’estremo…ma da solo.

Alla prossima

Rob

Quando ti rendi conto…

….che stai per perdere le persone a cui tieni, ti fermi…e ci pensi bene….non si torna indietro o almeno non sempre…e comunque non dopo tante volte che ci sono discussioni, litigi o per la maggior parte delle volte, fraintendimenti….quei fraintendimenti che ti fanno vedere un sasso come una montagna, cose che diventano più grandi di te e invece sono infinitamente piccole e stupide…
Le incomprensioni si risolvono sempre…sempre…finchè si è in tempo si risolvono.
Essere in tempo, vuol dire finchè si è solo arrabbiati, o quando spesso si è lontani per cui non ci si può guardare negli occhi, non ci sono delle parole a fare da spiegazione ma solo lettere scritte, il modo meno adatto ma spesso è l’unico modo per comunicare…l’importante è fermarsi e pensare e specialmente non rinunciare se ci si tiene particolarmente…prendersi una pausa fa bene…riordinare le idee, cercare le parole giuste senza litigare…ma farlo è fondamentale…e soprattutto, venirsi incontro…trovarsi a metà strada e parlare, senza capricci, senza orgoglio…le cose si risolvono…sempre…