Fa pensare, vedere quello che ci circonda, prendere un percorso sbagliato, e invece ci si accorge che quella è la strada giusta…
Guardarsi intorno e vedere che nulla è come si pensava, ti fa capire quanto tempo si è perso a cercare di essere se stessi, e intorno ci si ritrova col nulla.
Pensare che si è vissuto una vita, per cercare di essere onesti, e ti ritrovi con così tanta disonestà intorno, che anche un carcere la rifiuterebbe.
Pensare che tutto quanto credevi fosse ovvio, questa ovvietà è minata da tanti cambi di direzione, cambi contro natura, ma che riescono a rivoltare tutto quello in cui credevi.
E quando ti ritrovi a percorrere strade lineari, o anche un po’ tortuose, ma la difficoltà non è così tanta nel percorrerle, vedi che ne prenderai di sconnesse ma, ancor peggio, contromano, ma non per scelta tua, ma perché ti ci obbligano, e non puoi fare niente per tornare indietro.
Pensare che uno passa una vita per imparare a “dare”, ad “amare” in ogni sua forma, e tutto questo si perde nel vuoto.
L’epilogo è come un fiume che corrode le proprie rive, ma dopo un po’ le “plasma” a propria volontà…e se non si vuole questo, non si deve aspettare troppo, altrimenti, il cambiamento rimane permanente, e chi voleva evitare questo, ed ha aspettato più del dovuto, capirà che è troppo tardi.