Non si rispettano più nemmeno i morti..
Proprio oggi ho saputo della morte di una cara amica di mia madre, nonchè medico-cardiologo e rettore, una vita passata a curare, anche miei familiari.
Era malata da tempo e il suo ultimo desiderio era di poter fare il suo funerale in una chiesa specifica qui a Roma, che lei amava particolarmente e, per fare questo però, bisogna chiedere il “permesso” al parroco della propria parrocchia di zona, di poter officiare in un’altra chiesa.
Il punto è questo:
1) La volontà di una persona che ha chiesto una cosa come questa in vita, sapendo che non le mancava molto da vivere, DEVE essere rispettata, COMUNQUE e DOVUNQUE.
2) Se fosse stata una persona della mia famiglia, avrei chiesto al parroco, QUANDO, di grazia, avrebbe domandato alla mia famiglia, di voler far parte della parrocchia di zona. Se tutto ciò fosse una cosa automatica, non vedo dove sarebbe una certa libertà.
3) Cosa ho in cambio da questo parroco per essere obbligato a chiedere uno stupido permesso per il MIO funerale? E se, nel frattempo volessi una cerimonia di una religione diversa? E se volessi una cerimonia laica? E se invece, volessi essere cremato, cosa che non credo, la chiesa, sia d’accordo??
Sia chiara una cosa: nessuno può negarmi di scegliere dove officiare il mio funerale, a nessuna condizione, dato che nessuno mi ha chiesto di far parte della parrocchia di zona, per cui, certa curia taccia adesso, se non vuole tacere per sempre nella vergogna di una decisione a dir poco “mafiosa”.
So già che, quando sarà, vorrò essere cremato e tenuto in casa (si, si può fare..!!), darò indicazioni di non chiedere permessi a parroci “manager” che fanno del loro abito talare uno strumento di marketing, dato che, un funerale si paga, è ovvio, e con questi presunti obblighi, credono di pararsi il culo con le entrate per la chiesa (o per loro??), ma se ognuno di noi, credente o no in qualcosa, vuole la cerimonia che preferisce, deve essere libero da imposizioni che, da secoli e secoli, persone con abiti che ritengono sacri, esternano pubblicamente e con (falsa) ragione, persone che professano pace ma che, in nome della religione, combattevano in guerre sangiunarie.
Diceva bene una mia amica: credo in Dio, non nei preti..!!